
Lo stupore attenaglia il mio cuore in questi mesi, principalmente per il fatto che in Italia si stanno discutendo questioni importantissime per il futuro sociale dello stato e che tali discussioni vengano messe in secondo piano a causa di continue e a volte discutibili vicende legate al nostro beneamato Premier.
La questione sociale in questione riguarda il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati.
Secondo me, tale vicenda è stata esposta in modo estremamente chiaro dall’Onorevole Fini puntualizzando la necessità di permettere a un ragazzo/a di poter chiedere la cittadinanza italiana prima del compimento del diciottesimo anno di età.
La società si sta trasformando e presto avremo (o già abbiamo) una società formata da diverse etnie che dovranno partecipare attivamente alla formazione di uno stato formato da nuovi cittadini con esigenze e idee profondamente diverse da quelle attuali; basta pensare che attualmente nelle nostre scuole siano presenti già molti studenti provenienti da paese extra-europei aventi esigenze linguistiche diverse da noi italiani.
Per la mia personale formazione culturale la cittadinanza deve essere permessa solo a coloro che abbiano dimostrato di possedere una formazione culturale tale da capire e accogliere i fondamenti della costituzione italiana senza snaturarne i valori.
Certo la questione non è così semplice e ammetto che trovare un giusto equilibrio su queste questioni è difficile, ma le decisioni importanti devono essere prese da uomini (in questo caso Politici) capaci.



